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    May 27

    GRAZIE RAGAZZI

     
     
     
     
     

    Coppa Italia FINALE =Roma-Internazionale=2-1

     

    MARCATORI: Mexes (R) al 35′ p.t.; Perrotta (R) all’8′, Pelè (I) al 14′ s.t.

    ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Juan, Mexes, Tonetto; De Rossi, Pizarro; Giuly (Cicinho dal 20′ s.t.), Aquilani (Panucci dal 46′ s.t.), Perrotta (Brighi dal 29′ s.t.); Vucinic. (Curci, Antunes, Esposito, Mancini). All. Spalletti.
    INTERNAZIONALE (4-1-4-1): Toldo; Maicon, Burdisso, Chivu, Maxwell; Zanetti (Crespo dal 44′ st); Balotelli, Vieira, Cesar (Jimenez dal 16′ s.t.), Stankovic (Pelè dal 1′ s.t.); Suazo. (Julio Cesar, Solari, Maniche, Fatic). All. Mancini.

    ARBITRO: Morganti.
    NOTE: spettatori 60.000 circa. Ammoniti Toldo (proteste), Perrotta e Vieira (gioco scorretto), Pelè, Vucinic e Burdisso (cnr). Angoli 5-6. Recuperi 1′ p.t., 6′ s.t.

    Le foto dal mio settore...

    IL MIO COMMENTO:

    GODOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

     

     

     

     

     

     

     

     

    May 20

    DONI fino al 2012

     
     
    PROLUNGATO IL CONTRATTO PER LE PRESTAZIONI SPORTIVE DEL CALCIATORE ALEXANDER MARANGON DONIBIER

    L’A.S. ROMA S.P.A. ed ALEXANDER MARANGON DONIBIER rendono noto, con reciproca soddisfazione, di aver raggiunto un accordo per il prolungamento e l’integrazione del contratto economico per le prestazioni sportive del calciatore, che vestirà la maglia giallorossa a tutto il 30 giugno 2012.

    L’accordo raggiunto di durata quadriennale, con scadenza al 30 giugno 2012, prevede il riconoscimento al Calciatore di un compenso lordo di 3,8 milioni di euro, per la stagione sportiva 2008/2009, di 3,9 milioni di euro, per la stagione sportiva 2009/2010, di 4,1 milioni di euro, per la stagione sportiva 2010/2011, e di 4,3 milioni di euro, per la stagione sportiva 2011/2012, oltre a premi individuali al raggiungimento di prefissati obiettivi sportivi.

     

     
    May 19

    Campionato 38 giornata=Catania-Roma=1-1

     
     
    MARCATORI: Vucinic (R) all’8′ p.t.; Martinez (C) al 40′ s.t.

    CATANIA (4-4-2): Bizzarri; Silvestri, Terlizzi, Stovini, Sabato (dal 1′ s.t. Morimoto); Biagianti, Baiocco, Tedesco, Vargas; Colucci (dal 15′ s.t. Mascara), Martinez (dal 43′ s.t. Sottil). (Polito, Sardo, Edusei, Pià). All. Zenga.
    ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti, Panucci, Mexes, Tonetto; De Rossi, Pizzarro; Mancini (dal 11′ s.t. Giuly), Aquilani (dal 30′ s.t. Brighi), Perrotta, Vucinic. (Curci, Cicinho, Juan, Antunes, Esposito). All. Spalletti.

    ARBITRO: Saccani di Mantova.
    NOTE: spettatori: 21 mila. Ammoniti Vucinic e Terlizzi per gioco non regolamentare, Panucci e Baiocco per gioco scorretto. Angoli: 7-0. Recuperi: 1′ p.t. e 0′ s.t.

    Un applauso lungo e sentito. Un abbraccio forte che circonda tutta la squadra, compreso chi ha dato di meno, non è questo il tempo delle somme, è tempo di essere fieri di aver lottato fino all’ultimo minuto per la vittoria finale. Lottare lealmente, senza aiuti pesanti, senza indirizzamenti, senza l’elemosina per illuminare periodi bui.

    I nostri punti, ottantadue, sono lindi come la neve appena caduta. Potevano essere di più questo è vero, alcuni sono stati buttati ma altri sono stati portati via. Strappati dalle nostre mani e dai nostri cuori e quando la differenza è minima il loro peso specifico determina se stai di qua o di là.

    Ha vinto l’Inter e dovremmo fargli i complimenti, come recita il copione non scritto e interpretato dal circo calcio. Questa volta noi ci sottraiamo a questa ipocrisia, e non perchè siamo rosiconi mio caro Stefani De Grandis, ma perché riteniamo questa vittoria falsata e non meritata in pieno.

    Sposiamo senza pensarci un attimo le dichiarazioni di DDR, un guerriero forte e vero, che non ha la necessità di mantenere un teatrino messo su in modo patetico dagli ‘addetti’ ai lavori.

    L’ostile Catania ci ha accolto in malo modo mentre a Parma si stendevano tappetini e si aprivano le porte alla nutrita rappresentanza nerazzurra. Il centenario con lo scudetto non si nega a nessuno, perchè rovinare una celebrazione cosi importante?

    Eppure la vetta l’avevamo raggiunta e abbiamo respirato aria pulita per un po’. Consapevoli che non sarebbe durata ce lo siamo goduto questo panorama pieno di luce. Abbiamo lasciato sì il posto agli altri ma solo quello. Ciò che ai nostri occhi era il paradiso per loro era l’inferno. Niente sole per loro, ma foschia e nebbia che gli impedisce di vedere lontano. È vero siete sul gradino più alto ma a cosa serve se non riesci a condividere questa gioia perché tutto è offuscato e inevitabilmente sporcato dalla realtà dei fatti?

    L’ultimo atto non si conclude con una vittoria perché a Catania sono saltate tutte le norme di sicurezza. Il campo circondato da centinaia di persone, attacchi ai pullman, attacchi ai cronisti. Peccato davvero che non siano retrocessi, peccato perché le scene patetiche della panchina di casa avrebbe meritato il giusto palcoscenico il prossimo anno, la serie cadetta.

    Il meraviglioso gol di Vucinic aveva dato la spinta ad una Roma apparsa stanca ma capace di tirare fuori l’orgoglio e giocarsela il più possibile.

    I rosso-celesti nella ripresa ce l’hanno messa tutta, le hanno provate tutte, sempre tra un insulto e l’altro, per ottenere quel punticino salvezza. Con grosso rammarico ci sono riusciti, poco male per noi visto che ormai a Parma il giallo era diventato nero.

    Dispiace perché il duro lavoro meritava ben altro premio. Il capitano ha avuto una stagione maledetta conclusasi nel peggiore dei modi. Altre assenze lunghe hanno pesato ma a differenza di come ci dipingono non stiamo qui a piangerci addosso.

    Noi siamo comunque felici perché lottare è vita, perché provarci e avere i numeri per farlo ti fa sentire vivo. Deve essere dura stazionare in mezzo, senza essere nè carne nè pesce, senza un obiettivo, senza una meta. Finisci inevitabilmente a cercare gioie nella soddisfazioni altrui. Visto che non hai i mezzi per essere il protagonista ti riduci a comparsa e spesso a farsa. Trentasei punti in più ci permettono di non sentire i cattivi odori che provengono da certi lidi.

    Ringraziamo il nostro presidente, il creatore di una Roma che ti fa camminare a testa alta in Italia e in Europa. La società, con meno mezzi di altri, ci ha portato per il secondo anno di seguito tra le prime otto nel continente. Li dove i nerazzurri hanno provato a bussare ma nessuno gli ha aperto, forse perché da quelle parti non si trovano maggiordomi compiacenti.

    Lo scorso anno non ci fu battaglia, questa stagione ci ha tenuti li incollati ai nostri posti soffrendo e gioendo, imprecando e maledicendo. Oggi non siamo delusi perché quando si fa il massimo non si può provare questo sentimento. Abbiamo accettato con serenità questo verdetto voluto dagli dei ma non meritato dagli umani.

    Ci sarà un ultimo atto, una finale di coppa Italia dal sapore aspro, una partita per ribadire che siamo l’avversario più duro in circolazione. Vogliamo lottare alla pari e chi è più forte vince, solo cosi riconosciamo l’onore delle armi.

    May 16

    Campionato 37 giornata=Roma-Atalanta=2-1

     

    MARCATORI: 23′ p.t. Panucci (R), 22′ s.t. De Rossi (R), 43′ s.t. Bellini (A).

    ROMA (4-2-3-1): Doni; Cicinho, Panucci, Mexes (3′ s.t. Antunes), Tonetto 6.5; De Rossi, Pizarro; Perrotta (31′ p.t. Cassetti), Aquilani, Mancini; Vucinic (35′ s.t. Brighi) (Curci, Giuly, Esposito, Unal). All.: Spalletti.
    ATALANTA (4-4-1-1): Coppola; Belleri, Talamonti, Pellegrino, Bellini; Ferreira Pinto, De Ascentis, Padoin (9′ s.t. Rivalta); Muslimovic (5′ s.t. Paolucci); Doni, Floccari (27′ Inzaghi) (Ivan, Radovanovic, Bonaventura, Fissore). All.: Delneri.

    ARBITRO: Banti di Livorno.
    NOTE - Giornata serena, terreno in ottime condizioni. Spettatori 37.000 circa di cui 9000 paganti. Ammoniti: Talamonti, De Ascentis, Pellegrino e Bellini per gioco scorretto. Angoli: 6-4 per la Roma. Recupero: 1′ e 5′.

    R. Sensi: andremo a fare il nostro dovere a Catania come dice il mister. Tante emozioni e sono belle. Il calcio è imprevedibile e bello. La Roma se lo merita questo momento. Li ringrazio perché sono sempre con loro. Ringrazio anche il Presidente e tutti i collaboratori. Siamo un bel gruppo, come squadra e società. Io credo che la Roma meriti di finire un gran campionato. Il Siena ha giocato credo una buona partita come l’Atalanta che ci ha fatto soffrire fino all’ultimo. Il campionato italiano rimane il più bello. Adesso tengo a ringraziare i nostri giocatori. Grazie a chi è stato nel gruppo. Totti ci tiene a stare nel campo, è sempre con noi e sempre felice. Sicuramente c’è un’anima romana, anche in chi non è romano, come Mexes e Giuly, Spalletti e altri. La romanità la capiscono solo i tifosi.

    Spalletti: grazie ai ragazzi, da tanto, subisco forti emozioni. Non hanno mai giocato una partita inutile. Che fossero attaccati ai colori lo avevano già dimostrato, chi se ne accorge solo ora arriva tardi… Kharja (autore del gol con cui il Siena ha inchiodato l’Inter sul 2 a 2)? E’ un ragazzo eccezionale, lo avevamo costatato nell’annata che ha passato qui. Alcune situazioni lo hanno portato altrove. La mentalità del ragazzo è stata confermata.
    L’Inter? Oggi è stata un po’ sfortunata. Il Siena è stata bravo a portare a casa il risultato: fare due gol a San Siro non è facile. Ci speravo che portasse via un risultato di parità, anche se le percentuali erano veramente minime. Ora ovviamente aumentano, ma dipendono sempre dall’Inter.
    Nell’ultima di campionato contro il Catania cambierà tutto rispetto alla partita di Coppa Italia. Il Catania è una buona squadra e si giocherà la salvezza. Ha avuto sfortuna in qualche risultato.
    Gli infortunati? Mexes ha fatto accertamenti e non ha nulla di serio, per Perrotta è stato un accumulare fastidio. Per Mancini solo crampi, recupererà. Cerchiamo di recuperare anche Juan. Saremo a posto per domenica.
    Meritavamo questa chance, per quello che abbiamo fatto durante tutto il campionato: nel girone di ritorno siamo ampiamente primi. Oggi abbiamo vinto una gara difficile e a Milano c’è stato un risultato a sorpresa. Vediamo cosa succede nella prossima giornata, in questo sport può succedere di tutto. Se non avessimo approfittato del passo falso dell’Inter avremmo avuto molti rimpianti.
    A Catania senza tifosi? In una partita così chi può dire se sia un vantaggio o uno svantaggio.

    Totti: domenica prossima saranno novanta minuti di fuoco. Noi non abbiamo nulla da perdere, aspetteremo il verdetto di Parma. Quella di oggi è stata una giornata da Roma. Sarà destino, non lo so, aspettiamo.

    De Rossi: non ci aspettavamo questo finale di campionato. Più che altro ci speravamo. L’uno per cento era una percentuale realistica. Ci stava che l’Inter vincesse contro il Siena, perché ci sta che una squadra che ha raggiunto l’obiettivo, come il Siena, sia rilassata. Complimenti alla Roma e onore al Siena. Kharja? E’ un buon giocatore. I grandi giocatori fanno grandi gol. E’ anche un ragazzo eccezionale, al di là di come è andata oggi. Lo sento sempre con molto piacere, è attaccato alla Roma e si è visto alla festa degli ottant’anni. I due gol del Siena sono stati impressionanti: all’Olimpico c’è stato un boato che neanche se avessimo segnato noi. Un urlo liberatorio. Per quanto riguarda Materazzi, lui è stato uno dei primi a mandarmi un messaggio dopo che ho sbagliato il rigore di Manchester. Lo dico con il cuore, mi dispiace. Avrei preferito che avesse segnato e poi ripareggiato.
    Mi alleno spesso sulle punizioni. Ultimamente mi ci fermavo di meno a causa del problemino che avevo. Con questo gol un pensiero va a Carlo Zotti e Julio Sergio che si fermano con me. Non ho fatto tanti gol. Questo mi mancava e ci tenevo tanto. Noi abbiamo Totti, una volta rimasti senza dovevamo trovare un’alternativa.
    Non piace pensare che a Catania sarà una battaglia, abbiamo visto il Siena oggi, senza aiuti ha fatto una buona partita. Finiamola di pensare agli stimoli. Rimane tutto in gioco e quella di domenica prossima sarà una partita all’insegna della grande tensione, ovviamente per tutte le quattro squadre impegnate. I favoriti sono sempre loro, le persone o le squadre che stanno avanti. Noi invece dobbiamo stare con l’orecchio alle radioline. Comunque andrà a finire questa stagione abbiamo fatto un’annata da ricordare per sempre.

    Vucinic: l’importante è essere arrivati a meno -1, questo risultato ci dà una carica impressionante. Domenica ci aspetta una partita difficilissima. Dipende tutto da noi, dobbiamo andare a Catania, vincere la partita e poi sperare, come sempre.

    Mancini: me l’aspettavo, ci abbiamo sempre creduto. Abbiamo fatto un campionato eccezionale e non abbiamo mai mollato. Lo conosciamo tutti il pubblico della Roma, è straordinario. I nostri tifosi meriterebbero questo scudetto!
    Il contratto? Ho sempre detto che la “fortuna appartiene a Dio”.

    IL MIO COMMENTO...

    1 DELLE SENSAZIONI PIU' BELLE PROVATE ALLO STADIO..sembrava 1 sogno la Roma vinceva, l'Inter pareggiava grazie ad 1 goal di 1 ex della Roma..1 rigore sbagliato dal capitano dei nero-azzurri..no troppo bello!!!!

     

    NON SUCCEDE...MA SE SUCCEDE...

    Coppa Italia semifinale - ritorno=Catania-Roma=1-1

     

    MARCATORI: 27′ Aquilani (R) su rig., 29′ Silvestri (S).

    CATANIA (4-3-1-2): Bizzarri; Silvestre, Silvestri, Sottil, Alvarez; Izco, Edusei, Biagianti (dall’11 s.t. Baiocco); Colucci (dal 15’ s.t. Gazzola); Pià (dal 39’ s.t. Iannelli), Mascara. (Rossi, Sardo, Sabato, Terlizzi). All. Zenga.
    ROMA (4-2-3-1): Curci; Cicinho, Cassetti, Panucci, Antunes; Brighi, De Rossi (dal 35’ Mancini); Giuly (dal 19’ s.t. Esposito), Aquilani, Perrotta (Tonetto al 31’ s.t.); Vucinic. (Julio Sergio, Brosco, Pizarro, Unal). All. Spalletti.

    ARBITRO: Morganti di Ascoli.
    NOTE: spettatori: 15.000. Ammoniti Perrotta e Cassetti per gioco scorretto, Pià per simulazione. Angoli: 3-3. Recupero: 1′ p.t. e 3′ s.t.

    Il mio commento:

    Grazie al Rigore del principino...VOLIAMO IN FINALE ANCORA CONTRO L'INTER..ma ora cambia lo scenario..TUTTI ALL'OLIMPICO DI A.S. ROMA!!!

    May 08

    Campionato 36 giornata=Sampdoria-Roma=0-3

    SAMPDORIA-ROMA=0-3
     
     
     
     

    MARCATORI: 30′ Panucci, 34′ Pizarro, 40′ st Cicinho.

    SAMPDORIA (3-5-2): Mirante; Gastaldello, Sala, Accardi; C. Zenoni (29′ st Delvecchio), Sammarco (40′ st Montella), Palombo, Franceschini, Pieri; Cassano (35′ st Bonazzoli), Bellucci. (Fiorillo, Miglionico, Ziegler, Volpi). All. Mazzarri.
    ROMA (4-2-3-1): Doni; Cassetti (23′ st Brighi), Mexes, Panucci, Tonetto; De Rossi, Pizarro (39′ st Aquilani); Cicinho, Perrotta, Mancini (9′ st Giuly); Vucinic. (Curci, Antunes, Unal, Esposito). All. Spalletti.

    ARBITRO: Saccani di Mantova.
    NOTE: pomeriggio soleggiato e gradevole, terreno in buone condizioni. Nessun ammonito. Recupero 0′ pt, 0′ st. Spettatori 24.312.

    Spalletti: la Sampdoria ha fatto meglio di noi nel primo tempo, ma siamo stati bravi perché abbiamo saputo soffrire, abbiamo giocato contro una squadra fortissima e ci siamo portati a casa matematicamente la seconda posizione in campionato. Va reso merito ai ragazzi che, per il terzo campionato, fanno vedere di avere dei valori importanti.
    La Samp è entrata in campo molto più stimolata di noi, sembrava quasi che si giocassero qualcosa in più di noi. Sono stati bravi a giocare in velocità, noi abbiamo sofferto ed è stato bravo Doni. Abbiamo anche fatto due ripartenze che potevano avere miglior esito. Invece, nel secondo tempo, la squadra ha rimesso a posto le distanze e ci ha messo del suo Panucci, lui sa ritagliarsi gli spazi per andare a colpire. Ha fatto un gran gol e da li la partita è cambiata. Dopo esser passati in vantaggio, penso che la squadra abbia meritato.
    La seconda posizione in classifica è un traguardo fondamentale per la programmazione del futuro. Noi l’abbiamo raggiunta con due gare di anticipo, è un dato di fatto a cui va reso merito. Ora dobbiamo provare a diminuire il distacco dall’Inter. C’è un po’ di rimpianto per qualche partita, con due punti in più la situazione sarebbe stata diversa, però bisogna essere realisti: la Sampdoria poteva passare in vantaggio prima di noi. Gli episodi possono fare la differenza, qualche volta siamo stati bravi a vincere quando gli avversari hanno fatto meglio di noi e qualche altra abbiamo perso due punti subendo un tiro nella nostra porta. Con un portiere più continuo, come Julio Cesar, la situazione sarebbe diversa? Doni è due anni che gioca titolare, è un grande portiere ed è cresciuto molto.
    La gara di giovedì a Catania? Sono tre anni che arriviamo alla finale di Coppa Italia. L’intenzione è di arrivare fino in fondo anche stavolta. La finale sarà davanti al nostro pubblico che si merita la finale. Cassano? Ha disputato una buona gara, si vede che è in condizione. Ha fatto scatti di forza e qualità.

    Mazzarri: abbiamo fatto una partita perfetta, peccato perdere così. Non siamo stati fortunati, abbiamo preso due legni, Doni si è dimostrato una saracinesca, gli eventi non ci sono stati a favore in questa occasione. Dopo il gol di Panucci ci siamo disuniti, abbiamo tentato di reagire, ma la Roma in contropiede non ti perdona. Cassano? L’ho sostituito perché era stanco, era poco lucido nel finale, avevo bisogno di forze fresche.

    Doni: abbiamo fatto la partita giusta, complimenti a tutti. Dobbiamo sempre scendere in campo per cercare di trovare la vittoria. Se può arrivare lo scudetto, non lo so, ma adesso pensiamo a mantenere il secondo posto. Le critiche? Per un portiere ci sono sempre. Ho giocato tutte le partite, sono sempre stato in campo. Può succedere di fare una partita come quella di oggi, ma può anche succedere di sbagliare. Io cerco sempre di fare il meglio. Ogni tanto le critiche fanno bene, perché ci fanno lavorare di più. Panucci? E’ calciatore forte, gioca sempre bene. Ha segnato un gol dei suoi, come sempre fa di testa. Complimenti anche a lui. Il contratto? Per ora niente, ma sono tranquillo. Ho già parlato con la società, sono certo di rimanere ancora per tanto tempo.

    Vucinic: c’è rammarico per qualche punto perso. Dobbiamo vincere le ultime due gare, per la gente e per noi. Le grandi squadre devono saper soffrire come noi, altre volte abbiamo fatto male e preso tre punti. Erano aggressivi loro e anche Mexes era molto aggressivo.

    Cassetti: l’infortunio? Spero non sia nulla di grave.
    Siamo a tre punti dalla prima, per lo scudetto non è facile, ma ci crediamo. Il calcio è fatto di episodi che a volte non ci sono girati a favore, manca ancora tanto. Spero che il Siena contro l’Inter disputi una gran partita.
    La Samp oggi? Ho visto bene tutta la Sampdoria. Ha fatto bene, ma noi abbiamo giocatori che hanno fatto meglio.

    Mexes: è importante essere matematicamente secondi e a tre punti dalla prima. Il campionato lo ha meritato la Roma, perché ha fatto vedere grandi cose. Anche se l’Inter è stata brava, noi meritavamo di più.
    Oggi Doni ha avuto un po’ da fare ed ha fatto benissimo, è un grande portiere. Questa partita l’ha vinta lui, ha effettuato grandi parate.
    Uno squillo a Galloppa per la partita che il Siena dovrà giocare con l’Inter? Penso siano professionisti e se la giocheranno fino alla fine. Speriamo lo facciano senza timore, devono giocarla come hanno fatto con tutte le altre
    Cassano e Bellucci? Sono bravi giocatori. Stasera abbiamo sofferto, ma abbiamo fatto bene. Fa piacere avere a fianco a me Panucci che fa anche gol. Ti permette di rilassarti e di gestire la partita. Fanno piacere i record, andiamo avanti così. La nostra squadra ha fatto vedere belle cose e ne farà vedere altre ancora.

    Il mio commento:

    Che peccato x il coniglio Cassano..1 vero peccato...ecco il mio commento!

     

    Campionato 35 giornata=Roma-Torino=4-1

     
     

    MARCATORI: nel pt 18′ Pizarro (R) su rig., 20′ Vucinic (R), 26′ e 32′ Mancini (R). 5’st Ventola (T).

    ROMA (4-2-3-1): Doni, Cicinho, Mexes, Juan, Tonetto, De Rossi, Pizarro (20′ st Brighi), Taddei (32′ st Cassetti), Perrotta, Mancini (28′ st Giuly), Vucinic. (Curci, Antunes, Aquilani, Esposito). All. Spalletti.
    TORINO (4-2-3-1): Fontana, Motta, Di Loreto, Dellafiore, Pisano, Diana (44′ pt Di Michele), Grella (22′ st Recoba), Barone, Lazetic, Rosina (1′ st Ventola), Stellone. (Gomis, Franceschini, Lanna, Bjelanovic). All. De Biasi.

    ARBITRO: Celi di Campobasso.
    NOTE: recupero: 2′ e 5′. Angoli: 6-6. Espulso: al 30′ st Juan per fallo su Di Michele lanciato a rete. Ammoniti: Dellafiore (2 volte, per un errore di Celi che nel referto ha scritto una volta Pisano al posto di Dellafiore, dunque Dellafiore non è stato espulso), Stellone, Pizarro e Ventola per gioco scorretto. Spettatori: 33 mila circa.

    R. Sensi: bel risultato, ringrazio i ragazzi che sono scesi in campo, hanno disputato un’ottima partita. Soros? Non rispondo, ormai di questo parliamo per comunicati. Leggo con interesse i giornali la mattina, molti giornalisti sanno addirittura i miei impegni quotidiani. Volevo ringraziare da parte di mio padre, sia Pippo Marra, che si è dimostrato ancora una volta un grande amico, sia tutti quei tifosi che ci stanno dimostrando affetto e sono molti.

    Spalletti: il Torino è entrato in partita in modo molto agguerrito e si è creato due opportunità che i miei ragazzi sono stati bravi a sbrogliare. Noi all’inizio eravamo troppo lunghi. Poi siamo stati molto concreti e abbiamo fatto 4 gol in 20 minuti.
    In occasione del rigore su Perrotta l’arbitro ha ammonito il giocatore sbagliato? E’ un errore che ci può stare ed la testimonianza che i direttori di gara sono in buona fede. L’espulsione di Juan? Dalla panchina mi è sembrato non fosse ultimo uomo, ma ho parlato con l’arbitro, mi ha detto che dalla sua posizione ha visto così.
    Lo scudetto? Abbiamo il dovere di vincere il più possibile. I ragazzi lo stanno facendo nel migliore dei modi, anche perché dobbiamo tenere a distanza la Juventus che sta attraversando un momento splendido.
    Mancini? Deve imparare a saper reagire ai momenti di difficoltà, oggi lo ha fatto. Vucinic? La nostra squadra ha degli equilibri. Mirko è un ragazzo che teniamo in considerazione anche per la prossima stagione. Lo abbiamo preso, difeso quando è stato criticato, lui ha dimostrato di essere un buon giocatore per qualsiasi squadra: è bravo da punta centrale, perché spazia su tutto il fronte offensivo, sa fare reparto da solo, ma anche partendo dall’esterno prende palla sui piedi e ti punta, ha fatto vedere i numeri che ha.
    La Roma ha la massima distanza dalla Lazio di sempre? Noi dobbiamo guardare alla nostra corsa. La Lazio al di là di un momento di difficoltà, ha fatto un buon campionato anche quest’anno. Quando si giocano delle competizioni particolari come la Champions, si possono creare degli squilibri che ti puoi portare dietro per tutto il campionato.
    Cambiare modulo? Non è questo il momento di parlarne, ma siamo certi che con il 4-4-2 avremmo vinto tutte le gare che abbiamo vinto con il 4-2-3-1?
    La Roma ha l’attacco migliore del campionato? Chi sa se con il 4-4-2 avremmo segnato lo stesso numero di gol?

    De Biasi: non mi aspettavo una gara così. Siamo partiti bene, abbiamo preso gol su rigore abbastanza dubbio. Poi, in nove minuti di blackout, abbiamo compromesso una gara che poteva essere diversa. Abbiamo avuto subito due palle-gol, è stato bravo Doni a parare, sulla ripartenza abbiamo preso l’altro gol. Il rigore della Roma? Dal campo non ho visto bene, ma vedendo le immagini, il rigore nasce fuori dall’area. Ma non è questo che mi interessa. La mia squadra si è disunita e ha perso la testa in nove minuti.

    Vucinic: bella partita, sappiamo che per lo scudetto è difficile, ma la cosa importante è aver vinto, soprattutto per i nostri tifosi. Sicuramente il gol per un attaccante è fondamentale, ma sono più contento perché abbiamo vinto la gara, era importante tenere la Juventus a cinque punti. Sono stato sempre tranquillo quando non riuscivo a segnare, per fortuna ora va decisamente meglio. Sostituire Totti è molto difficile. Quando c’è lui si gioca il calcio spettacolo. Abbiamo reagito bene dopo il pareggio con il Livorno, andiamo avanti fino alla fine, cercando di vincere sempre. Quale ruolo preferisco? L’importante è giocare. Io sono un attaccante, se gioco a destra, a sinistra o al centro cambia poco. A decidere è sempre il mister. Il mio futuro? Spero di rimanere qui a Roma per lungo tempo.

    Cassetti: lo scudetto? Ci sono ancora tre partite, nel calcio può succedere di tutto.

    Taddei: abbiamo iniziato malino, poi siamo usciti bene. Bel primo tempo, il secondo abbiamo amministrato il risultato con concentrazione e il merito va a tutta la squadra. Questa è la strada giusta per arrivare in alto. Se non riusciremo a vincere lo scudetto, ci concentreremo sul secondo posto. La Roma lotterà fino alla fine, cercando di fare sempre tre punti a partire già da domenica prossima a Genova. Io? Cerco sempre di dare il mio contributo a livello fisico e, quando ho la palla, provo a dare una mano ai miei compagni in attacco.

    Mancini: per un attaccante è sempre importante fare gol. Oggi sono stato fortunato ed ho realizzato una doppietta. Sono molto contento per questa vittoria, la squadra ci teneva tanto. Mancano tre partite e dobbiamo restare concentrati. L’Inter ha un grande vantaggio, ma noi andiamo avanti e vediamo cosa succederà. Anche la Juve ha vinto? Dunque è ancora più importante, per mantenere il secondo posto, che la Roma continui a vincere.
    I tifosi oggi mi hanno applaudito? Gli applausi e i fischi fanno parte dello spettacolo e del calcio. Quando ho preso i fischi ho mantenuto la mia serenità. Capitano dei periodi in cui non stai bene, ma l’importante è stare tranquilli e giocare.
    Se resto alla Roma? Ne parleremo a fine campionato. Ora la mia unica preoccupazione è quella di mantenere il secondo posto.
    Le voci su Soros alla Roma? Ogni tanto facciamo dei commenti nello spogliatoio, ma l’importante è che la squadra sia serena. Qualsiasi decisione verrà presa, sarà per il bene della Roma e della società. Ma la squadra deve restare concentrata in queste ultime tre partite.
    Ho segnato dodici gol, gli stessi dello scorso anno? Spero di poter fare di più in queste ultime tre partite, per superare il mio record personale.

    Il mio commento:

    Prima della partita..è stato emozionante vedere il figlio della persona morta nel fossato fare quello che faceva sempre il padre in tevere...correre con il bandierone!!!

    pronti partenza e...4 pappine al toro..grande partita!